Allattamento e influenza: farmaci, vaccini e rimedi naturali

Stai allattando con tanto amore il tuo bambino ma ti sei appena beccata l’influenza. E ovviamente ti domandi: posso continuare ad allattare? E’ probabile che io trasmetta il virus influenzale attraverso il latte?

Assolutamente no. Non solo non devi smettere di allattare, ma allattando fornisci al tuo bambino gli anticorpi necessari a combattere l’influenza che è in atto nel tuo organismo rendendolo così meno soggetto a contrarla.

Allattamento e influenza: farmaci, vaccini e rimedi naturaliE’ anche vero che l’allattamento o comunque accudire tuo figlio ti porta via molte energie e se sei influenzata sicuramente ti sentirai anche un po’ debole e stanca, cerca quindi di allattare seduta comodamente, aiutandoti con un cuscino da allattamento o sdraiata sul letto col tuo bambino al tuo fianco. In questo modo riuscirai a recuperare le forze ed evitare di affaticarti per quanto possibile.

Non è vero che devi mangiare per due e magari anche controvoglia e sforzandoti verso qualcosa che non desideri: cerca comunque di bere molto e mangia quello che ti va, considera poi che la natura viene in aiuto attingendo alle riserve del corpo per produrre il latte.

Non preoccuparti se vedi una riduzione del latte: non è direttamente causato dall’influenza ma probabilmente dal fatto che sei più debilitata e stanca. Cerca di riguardarti e continua con l’allattamento a richiesta: è il modo migliore per favorire la produzione del tuo prezioso latte e soprattutto non farti prendere dallo stress e dall’ansia, perché anche il tuo stato d’animo può influire sul riflesso di eiezione. Se ne senti il bisogno puoi anche aiutarti con un tiralatte.

Tieni conto però che sei comunque sempre a contatto con tuo figlio per cui, se è vero che non puoi contagiarlo col latte, puoi farlo con il contatto quotidiano: cerca quindi di lavarti spesso le mani e di usare una mascherina quando gli sei vicina in modo da evitare la trasmissione di germi quando gli parli o comunque durante la respirazione.

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Ultimo aggiornamento: 2024-06-11

Quali farmaci utilizzare

In caso di febbre puoi ricorrere al tuo miglior alleato contro la maggior parte dei malesseri durante la gravidanza: la Tachipirina che contiene paracetamolo, una sostanza che passa in maniera davvero esigua nel latte e raccomandata da tutti i medici perché non esistono risultati clinici che provino alcun tipo di danno sul bambino.

E’ anche il farmaco prescritto spesso dai pediatri per le prime febbri dei neonati (nelle formulazioni adatte al loro organismo) per cui il rischio è davvero minimo ma occorre non eccedere con le dosi (non più di due compresse da 1000 mg al giorno con un intervallo di almeno 4 ore per la mamma mentre per il neonato è disponibile il formato in gocce).

Se dopo 3-5 giorni dall’assunzione della Tachipirina la fastidiosa febbre non scompare probabilmente è in corso un’infezione batterica e di conseguenza dovrai intervenire con un antibiotico: il più comune, l’amossicillina, è compatibile con l’allattamento, ma ne esistono diversi in commercio per cui è sempre preferibile chiedere al proprio medico curante quale farmaco utilizzare per proseguire una cura.

Occorre tener presente che sono compatibili tutti gli antibiotici che il pediatra può prescrivere anche al bambino in caso di necessità, di conseguenza sono davvero pochi gli antibiotici incompatibili con l’allattamento, ma in ogni caso trattandosi di un medicinale e della possibilità che questo arrivi ad un sistema immunitario immaturo come quello di un neonato è sempre buona norma consultare il medico di fiducia.

Se hai a che fare con una brutta influenza intestinale i medici raccomandano di effettuare pasti piccoli e frequenti, e aiutarti con il domperidone, un principio attivo compatibile con l’allattamento che migliora la motilità dello stomaco. Per calmare la diarrea puoi anche optare per un farmaco a base di loperamide, secreto nel latte in quantità davvero modeste. Non dimenticare di bere molto perché in questo caso perdi molti liquidi.

In caso di raffreddore puoi tranquillamente utilizzare gli spray nasali perché hanno un assorbimento limitato ma sempre senza esagerare. E’ preferibile comunque l’uso dell’acqua fisiologica o i vecchi suffumigi con acqua calda e sale o bicarbonato tanto cari alla nonna.

Contro tosse e mal di gola puoi utilizzare spray e pastiglie perché non passano nel latte ma sempre con moderazione (anche perché poi non così efficaci). Compatibili con l’allattamento anche farmaci a base di destrometorfano, mentre per la propoli, che pure ha un’azione batterica naturale, meglio ridurre o addirittura evitare perché spesso formulata con alcool.

Nessun problema infine per il vaccino antinfluenzale, addirittura gratuito per le donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre e quindi compatibile con l’allattamento. Il vaccino può evitare di farti ammalare proteggendo quindi anche il tuo bambino che, soprattutto nei primi mesi di vita, necessita della massima protezione possibile poiché anche un’influenza potrebbe creare complicazioni in un organismo fragile come il suo.

Il  vaccino non influisce sull’allattamento in alcun modo: non provoca la diminuzione del latte, non ne altera il sapore, non provoca conseguenze nei confronti del bambino ed è ben tollerato da te mamma perciò puoi pensare di affidarti a questo sistema per proteggere il tuo bimbo soprattutto se sai di partorire nel periodo autunnale-invernale.

E’ consigliabile effettuare il vaccino nel periodo che va da ottobre ai primi di dicembre, ma puoi effettuarlo anche dopo perché l’effetto immunizzante si ha 10 giorni dopo l’iniezione e sei protetta dal virus per ben sei mesi.

Per qualsiasi dubbio sul farmaco da utilizzare non esitare a consultare il tuo medico di fiducia. Puoi anche confrontarti con esperti attraverso i seguenti numeri utili:

  • Centro di Tossicologia Clinica degli Ospedali Riuniti di Bergamo, numero verde 800883300, attivo 24 ore su 24.
  • Telefono Rosso del Policlinico Gemelli di Roma, tel. 06-3050077, attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00.

Filo Rosso dell’Associazione Studio Malformazioni (ASM), che ha tre sedi:

  • Milano, Ospedale San Paolo, tel. 02-89.10.207. Orari: Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 10.30-13.30. Giovedì: 14.00-17.00
  • Roma, Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, tel. 06-58.00.897. Orari: lunedì: 13.00-16.00. Martedì, mercoledì, venerdì: 14-17. Giovedì: 10.00-13.00.
  • Napoli, Policlinico Universitario Federico II, tel. 081-54.63.881. Orari: lunedì-venerdì: 15.00-18.00.

I rimedi naturali contro l’influenza

Come abbiamo detto i farmaci non sono dannosi per l’allattamento. E’ preferibile comunque utilizzarli con moderazione e, se possibile, evitarli del tutto. Come? Chiedendo aiuto alla natura e alle sue sostanze benefiche.

Contro la febbre alta è consigliabile effettuare un impacco di argilla verde ventilata acquistabile in farmacia, in erboristeria oppure qui su Amazon: metti in una terrina 5 bicchieri di argilla e due di acqua e lascia riposare il composto per circa due ore.

Dopodiché su un foglio grande quanto il petto stendi l’argilla in modo che sia spessa un dito e copri il tutto con una garza. Lascia agire per più o meno 30 minuti continuando il procedimento fino a quando la febbre non comincia ad abbassarsi. Solitamente dopo 3 impacchi la temperatura comincia a scendere.

E’ noto inoltre quanto l’uva (un grappolo al giorno) sia utile preventivamente contro le forme influenzali: come documentato dall’Università della Sapienza di Roma infatti il resveratrolo (principio attivo presente degli acini dell’uva) è fornito di attività antivirali in particolare sui virus influenzali.

Si consiglia quindi di assumere per prevenzione sia resveratrolo che vitamine C, A, E e Zinco per prevenire malattie virali influenzali. Perfetto nel compito di prevenzione anche l’Oscillococcinum dose, prodotto omeopatico perfetto per evitare la comparsa di sindromi influenzali, da assumere una volta alla settimana per circa 5-6 mesi.

Contro i sintomi dell’influenza intestinale quali ad esempio la diarrea molto efficaci risultano essere gli impacchi di sale. Basta scaldare due tazze di sale e avvolgerlo in uno strofinaccio applicandolo poi  sullo stomaco a contatto con la pelle. E’ importante che l’impacco non sia troppo caldo ma tiepido in modo da non alterare la circolazione sanguigna.

Cerca di non bere acqua o bevande gasate e aiutati con acqua e limone, noto disinfettante intestinale.