Giochi per neonati: giochi per ogni mese

Diventare genitori oggi è un’esperienza bellissima dal punto di vista sentimentale ed empatico, ponendo però dinanzi a voi neo mamme e neo papà una serie di decisive scelte dettate da nuove consapevolezze, responsabilità, attenzioni che la nuova vita ora accanto a voi, nuovi genitori, richiede costantemente anche nelle scelte educative sin dai primi mesi di vita del neonato.

Giochi per neonatiSe è vero che le fasi iniziali rispondo unicamente alle richieste di un istinto ancora animale nel rapporto, soprattutto madre/figlio, è anche vero che già nei primi mesi di esistenza in essere di questo rapporto, complesso, naturale, emotivo, muterà repentino, nelle richieste di nuove esigenze non solo alimentari e sanitarie, ma didattiche.

In queste fasi delicate e fondamentali, il gioco riveste l’aspetto principale delle risposte genitoriali, delle attenzioni rivolte all’insegnamento e agli stimoli inerenti; la scelta di quali strumenti dotare il vostro neonato non è affatto superficiale.

Qui ti mostro subito dei giochi davvero divertenti per il tuo bimbo:

Ultimo aggiornamento: 2021-09-25

Ricordate sempre che una formula di successo nell’apprendere il ruolo di genitori, soprattutto se siete alla vostra prima esperienza in questa realtà meravigliosa, è quella di cercare di capire il bambino attraverso la psicologia e gli occhi del bambino stesso.

Più volte nel corso di questo incredibile e difficile cammino esperienziale, dovrete tornare voi stessi alla medesima età del vostro bimbo; in questa allegoria si cela una verità fondamentale nell’applicare le nozioni pedagogiche che acquisirete.

Vedere nella giusta ottica il mondo, così come lo vede il vostro cucciolo, la vostra cucciola, vi aiuterà a comprendere meglio e con maggiore efficacia le esigenze del neonato.

Ciò che piace a noi, ciò che riteniamo sia per noi funzionale, non sempre lo è per il bambino; in queste scelte, il web, così come la manualistica relativa alla pedagogia delle prime fasi di vita di un bambino, sono ottime fonti di apprendimento e conoscenza attraverso le testimonianze di altri genitori o le guide di esperti pedagogisti del settore.

All’interno di queste considerazioni non è un mistero che, tutti coloro che professionalmente si occupano di psicologia cognitiva ed evolutiva dei primi stadi d’apprendimento del bambino, considerino il gioco come la perfetta esigenza e fonte di comprensione del neonato del mondo: un universo misterioso attraverso il quale crescere le proprie sicurezze, il proprio carattere, il proprio bagaglio di piccoli saperi. In pratica, le fondamenta di ciò che sarà il bambino durante le successive fasi di sviluppo motorio e psicologico.

Se questo vale per l’uomo non di meno il gioco è fondamentale all’interno del mondo animale, soprattutto nei cugini mammiferi più evoluti: primati, canidi, felini, cetacei. Gli studi dei maggiori zoologi hanno constatato quanto alto sia il valore e il tempo che gli animali adulti dedichino spronando nel gioco i loro cuccioli. Attraverso il gioco i giovani animali imparano la caccia, la ricerca del cibo, l’uso degli strumenti per nuove e funzionali acquisire fonti di nutrimento altrimenti impossibili.

Tutto ciò non è casuale: già dall’embrione la giovane vita inizia un percorso che, durante le fasi successive della crescita sia uterina che post uterina, ne determineranno l’evoluzione psicologica, la sua identità futura.

L’utero è lo stadio iniziale: il feto è come una sorta di prototipo che inizia un lungo percorso via via sempre meno legato agli istinti animali verso la maturazione antropologica di un essere sempre più cosciente e in grado di apprendere, ma soprattutto capire un mondo, che dopo la nascita, rivelerà per lui, ogni giorno, nuovi input e difficoltà nel capirlo.

Il gioco è un valido supporto attraverso il quale rendere meno difficile la comprensione di un mondo davvero complesso, oggi come non mai, un luogo nel quale affermare la propria individualità con carattere, equilibrio psico fisico, sicurezza.

Prestare le dovute attenzioni al gioco come fonte di sapere e apprendimento è la migliore delle scuole che già dalla nascita supporteranno il bambino nella sua difficile crescita individuale.

Quali giochi e per quali età?

Quali sono allora i migliori stimoli ludici che possiamo riservare al nostro bambino? Nelle fasi iniziali è fondamentale un rapporto intenso tattile e olfattivo, armonico ma soprattutto connesso nello stretto rapporto tra la mamma e il suo bambino, mamma che dovrà completamente dedicare settimane estenuanti nell’accudire, nutrire, pulire il neonato, ma che potrà chiedere un grande aiuto al proprio partner il quale, giorno dopo giorno, con amore e determinazione, avrà la capacità di “entrare” nel mondo inizialmente strettamente condiviso solamente dalla madre e dal neonato.

Allo stesso modo anche eventuali fratellini o sorelline potranno entrare gradualmente nel mondo del neonato, assimilando le sue esigenze e i nuovi assetti familiari. Anche questo è un gioco, determinato inizialmente solo dalle voci, dai contatti diretti grazie alle coccole e ai massaggi neonatali, incrementando sempre di più le attività anche attraverso il canto, l’ascolto della musica, i primi giochi assieme.

Uno dei giochi più antichi, ancora oggi assolutamente valido, è quello di coprirsi il viso con le mani per poi aprirle di nuovo all’improvviso, mostrando il volto e, tramite un grande sorriso, rivolgere un sonoro “cucù” (così come regionalmente la frase può essere ‘bubù settete’ o ‘attelè’ in Emilia Romagna, ogni regione ha la sua parola magica) al neonato sopreso, inizialmente stupito.

E’ un gioco psicologicamente determinante attraverso il quale il bambino (l’età è all’incirca quella relativa almeno ai due-tre mesi di vita) inizia innanzitutto a cogliere le forme a lui strettamente connesse, i volti, riconoscendo le voci familiari. Nel gioco del cucù il neonato è spronato all’identificazione vocale, ma, soprattutto, alla cognizione della permanenza di oggetti e di persone a lui vicino.

Gradualmente questa piccola e semplice attività, proponibile da parte di tutto il suo ambito familiare, abituerà il bambino a perdere la paura dell’abbandono, lo metterà in condizioni d’attesa nei confronti di una persona per lui fondamentale nel dargli sicurezza, persona che nascosta appare ai suoi occhi come scomparsa, pronta a tornare “visibile” riportandolo alla sicurezza iniziale.

Osservate i primi comportamenti del bambino le prime volte che con lui proverete questo gioco: se inizialmente il suo sguardo sarà impaurito, a volte esternando la sua insicurezza attraverso grida e pianti, gradualmente acquisirà la necessaria sicurezza mettendolo, al contrario, in fremente attesa di ritrovare il vostro volto, quello della sorellina o del fratellino, della nonna o del nonno, del papà.

Attraverso il gioco di stimolazione potrete incitarlo durante i suoi tentativi nel guadagnare (una delle grandi conquiste dell’uomo durante tutto l’arco della sua vita) la posizione seduta, senza aiutarlo, è controindicato anche dai pedagogisti perché diminuisce la capacità di acquisire la sicurezza nei propri mezzi personali, ma stimolandolo, magari applaudendolo nel momento della conquista anche parziale, senza incorrere nell’ansia da prestazione, un accorgimento da ponderare durante ogni età di sviluppo.

Avrete quindi capito che il gioco nasce innanzitutto nel rapporto stretto tra voi e il bambino, sino al momento in cui potrete iniziare ad introdurre, accogliendo le richieste di ogni fase dello sviluppo neonatale, strumenti di gioco diffusi nel commercio.

L’acquisto di un gioco deve tenere in stretta considerazione il livello di sviluppo psico-motorio del bambino, rispondendo alle sue esigenze del momento legate all’età, alla maturazione fisica. Non è casuale il fatto che le maggiori ditte, specializzate nella produzione di giocattoli per l’infanzia, consiglino la fascia d’età a cui il gioco stesso è rivolto imprimendolo e stampandolo in posizione facilmente individuabile.

Durante le prime fasi di crescita saranno sotto i vostri occhi i successi, le conquiste del bambino, legate alla sua maturazione fisica e psichica; in queste considerazioni capirete ciò che effettivamente potrebbe divenire ulteriore fonte di stimolo ludico grazie al quale stimolare particolari funzioni di crescita e sviluppo.

Tendenzialmente le aziende determinano le prime fasi suddividendole in trimestri di crescita e relativa offerta di giochi.

Giochi a 3 mesi di vita

In quale punto di partenza possiamo allora determinare l’inserimento dei giochi come strumenti di crescita e divertimento del neonato? Chi si occupa di psicologia e sviluppo del neonato, tendenzialmente definisce l’inizio del terzo mese come momento ideale per l’inserimento nel quale porgere giochi ai bambini: in questa fase lo sviluppo dei sensi richiede stimoli relativi soprattutto al tatto e alla vista.

Uno dei classici giochi consigliati è la giostrina appesa al di sopra del volto del bambino nel lettino, giostrina dotata di braccia alle quali solitamente sono appese, tramite un apposito arco fissato alle sponde del lettino, api, pesciolini, aeroplanini, così come tutta una gamma di figure che lo stimolano alla presa (in gergo pedagogico denominato “problem solving”).

Queste figure ne determinano l’interazione con esse in un rapporto di causa/effetto, lo stimolo cromatico, grazie ai colori delle figure appese, solitamente in plastica o stoffa, alle volte appositamente voluti in entrambi i materiali come stimolo tattile necessario alla comprensione di un mondo articolato.

In questi giocattoli è importante anche il carillon, per il bambino fonte di sicurezza, di rilassamento acustico; la canzoncina ripetuta ne determina spesso una fonte permanente che lo induce ad un profondo relax, sino ad addormentarsi. Tutte queste sono attività faticose per il neonato: lo stimolo tattile e prensile aiutano la muscolatura a rinforzarsi, spronano il cervello ad acquisire il senso delle distanze.

Se nelle prime fasi noterete che le sue manine cercheranno con sgraziati tentativi di afferrare le apette o gli aeroplanini, noterete anche via via un crescente e sicuro slancio, pronto ad afferrare con sicurezza i giochi appesi e dondolanti. Sono le sue piccole conquiste. In questa fase lo stimolo tattile e prensile è fondamentale: potrete in alternativa adagiare il bambino sulle colorate palestrine, morbidi tappeti composti da più materiali rivolti al risveglio degli impulsi di presa.

Anche in questi giochi un’apposita barra ad arco svolge la funzione di offrire forme diverse pronte per essere afferrate, nonché indurlo ad acquisire la capacità di sforzarsi a sedersi trattenendo la barra o gli oggetti, stimolando la muscolatura della schiena.

Non è un caso che la categoria rispondente a questo tipo di gioco sia denominata palestrina, un insieme di strutture colorate ancora una volta determinanti nello sviluppo sensoriale, motorio, cognitivo.

Lo stesso vale per le eventuali barre che applicherete al passeggino, barre nelle quali sono infilati sonaglini, forme tra loro diverse, tra cui le classiche palline rotanti, in grado di distrarlo e appagarlo durante le vostre passeggiate all’aria aperta. In questa fase noterete anche come la prima fonte di avvicinamento ai giochi appesi sia inizialmente tramite i piedi, rispondendo ad un istinto ancora non del tutto chiaro per gli psicologi infantili.

Progressivamente le manine sostituiranno i piedi determinando un importante conquista, anche psicologica, che porterà il bambino a prendere la piena consapevolezza dei suoi arti superiori come strumenti efficaci nella presa e nell’uso di strumenti che proporrete nelle fasi di crescita successive.

Lasciatelo progressivamente solo in questi momenti per lui faticosi ed essenziali: in questo modo stimolerete la sua sicurezza e la sua autodeterminazione, non sottovalutate la sua personalità, anzi, stimolatene la piena fiducia, un vero patto di reciproco affetto e stima.

Ultimo aggiornamento: 2021-09-25

Giochi da 4 a 5 mesi

La seconda tappa, fondamentale, di sviluppo è individuabile attorno al quarto-quinto mese d’età: oramai il bambino ha accresciuto la sua psico-motricità, le capacità cognitive e la sua personalità individuale.

Proverà con maggiore sicurezza ad affrontare il mondo circostante: in queste fasi di sviluppo alcuni bambini già hanno conquistato la posizione seduta mettendoli in condizione di considerare e osservare il mondo attorno a loro con una nuova ottica e la possibilità di cogliere diverse sfumature e percezioni.

I giochi dei tre mesi sono ancora fondamentali, la giostrina sul lettino forse gradualmente perderà la funzione di stimolo alla presa e di rapporto causa/affetto, ma il carillon continuerà a rimanere una fonte di tranquillità nelle fasi precedenti il sonno, la sicurezza di abbandonarsi agli stadi ipnotici all’interno delle piccole bolle che sono le sue consolidate abitudini quotidiane.

Allo stesso tempo, tra il quarto e il quinto mese avrà rafforzato la sua muscolatura, quasi sicuramente sarà nel pieno delle sue forze che gli consentono di acquisire la posizione seduta da solo. In questa fase potrete afferrargli le manine portandolo dalla posizione supina a quella seduta per poi lasciarlo dolcemente cadere sul fasciatoio o sul lettino aumentando così la fiducia nei vostri confronti e i suoi istintivi timori nelle situazioni inaspettate, improvvise.

Sorridetegli tanto perché lui vi sorriderà altrettanto: la voce e il sorriso sono due fondamentali strumenti nella crescita e nella sicurezza all’interno di un clima ovattato d’amore e fiducia. Il gioco del cucù sarà completamente acquisito e il bambino avrà piena coscienza del fatto che quelle mani che nascondono il viso non sono l’inizio di un abbandono ma la fase che precede il divertimento e la risata.

E’ il momento di introdurre altri giochi appagando la sua voglia di provare nuove sensazioni tattili; ora il bambino afferra con sicurezza e, nella sua strada cognitiva rivolta al rapporto tra cause ed effetti, inizierà a lanciare i suoi giochini, cercando gradualmente di afferrarli e magari raggiungerli con flessioni o rotolando sul suo asse. Sono tutti stimoli necessari alla psicomotricità e se non saranno fondamentali le forme dei giochi, lo saranno invece i materiali, sempre atossici, colorati, proposti in soluzioni diverse per stimolarne l’osservazione.

In questa fase di crescita tutto ciò che è impulso rivolto alla presa e alla scoperta del suono provocato dal giochino se agitato, afferrato, lanciato, sono ulteriori impulsi divertenti e stimolanti.

Sonaglini, anelli di plastica con dimensioni diverse e colori altrettanto diversi (tipiche sono le piramidi impilabili con struttura centrale ed anelli di diametro crescente), piccoli pupazzi morbidi, imbottiti all’interno con materiali che provochino rumori e fruscii come il classico riso o pezzetti di cartone, sono tutti giochi appositamente studiati per questa fase di sviluppo fondamentale, fase in cui il bambino scopre nuove funzioni del suo corpo, aumentando progressivamente la propria autonomia nella presa e nell’osservazione delle forme, portandoli anche alla bocca per appagare l’istinto gustativo.

E’ fondamentale scegliere giochi provenienti da ditte specializzate in grado di rispondere a requisiti di atossicità, alto carico di rottura, neutralità dei sapori.

Ultimo aggiornamento: 2021-09-25

Giochi a 6 mesi: una tappa fondamentale

Se durante il terzo mese sono iniziate le attività più faticose in assoluto durante tutto l’arco di una vita, nel sesto mese i risultati dei grandi sforzi muscolari e cognitivi iniziano a dare le prime grandi soddisfazioni al bambino. Quasi sicuramente un’ampia percentuale di essi avrà conquistato la posizione definitivamente seduta ma non solo, anche il frequente rotolare, cercando la possibilità di spostamento nello spazio, sono le peculiarità di un bambino che a sei mesi cerca la totale indipendenza nel pieno delle sue attività esplorative.

Anche in questa fase i giochi sono studiati appositamente per essere veicolo e sprone in tal senso: se precedentemente le piramidi impilabili fungevano allo scopo di fornire materiali da afferrare e lanciare, ora il bambino determinerà la possibilità di poter infilare i suoi anelli di plastica all’interno del fulcro centrale, in questo voi lo aiuterete mostrandogli la modalità, senza eccessivo protagonismo: lasciate sempre ampi margini di autoapprendimento al vostro bimbo.

Tra i piccoli problemi dell’età relativa ai sei mesi, l’inizio della dentizione spesso genera problemi causati dal fastidio delle punte dei dentini che cercano di perforare le gengive, a volte con veri e propri stati di sofferenza del bambino vittima di pruriti e fastidi manifestati con pianti non comprensibili.

Se vi accorgete e sospettate che vostro figlio, o vostra figlia, sia entrata in questa fase, aiutatelo a superare il fastidio con gli appositi giochini dedicati alla dentizione, costruiti in plastica o gomma atossica e morbida, a volte dotati di un manico adatto per essere afferrato e mantenuto saldo nelle manine, adatti anche nello stimolo di portare l’oggetto alla bocca, una conquista legata all’istinto, ma non facile perché al di fuori del campo visivo, un’azione che richiede coordinamento motorio e parecchio allenamento.

Nel momento in cui il bambino acquisirà questa nuova opportunità sarà appagato dalla sensazione del materiale che, massaggiando le gengive anche grazie ad una superficie ruvida, solitamente composta da bolle morbide, attenuerà i fastidi gengivali con grande senso di solievo e benessere.

Attraverso altre forme di gioco, indirizzatelo verso la posizione che precede il gattonamento, quindi la locomozione individuale autonoma, aiutandolo una volta messo nella posizione del gatto, sorreggendolo tramite il pancino, spronandolo con allegria a raggiungere un gioco posto davanti a lui, non molto distante, ogni piccola conquista inizia con un piccolo passo, una legge che ci accompagna sin dalle prime fasi della vita.

Altre fonti di divertimento sono i giochi sonori come i piccoli xilofoni, ora il bambino afferra e mantiene salde nelle manine un oggetto. Nel suo percorso individuale rivolto all’acquisizione anche didattica del rapporto causa/effetto, in pochi giorni capirà come e quanto può essere divertente percuotere le bacchette sulle piastre dello strumento, generando i suoi primi suoni, le sue chiassose e divertite composizioni.

Sono trascorsi sei mesi dal giorno in cui la vita di vostro figlio è iniziata al di fuori di quella sacca in cui ogni sicurezza e istinto, nutrizione e percezione, era affidata al vostro corpo e tante sono state le conquiste che assieme a lui, assieme al vostro partner e a tutti coloro che gravitano nell’orbita emozionale del bimbo, avete acquisito. Sono trascorsi sei mesi, un lasso di tempo assolutamente breve eppure così intenso ma gratificante.

Grazie a voi il bambino ha imparato tante cose, ha impresso in lui sicurezze e, proprio grazie al gioco, solitario o assieme, ha superato una delle fasi fondamentali per tutto lo sviluppo futuro. Immagino sarete ora stanche, ma appagate, perché nelle conquiste, le enormi conquiste quotidiane, ora per il bambino siete in grado di scegliere mille soluzioni diverse, stimolando ulteriormente, attraverso il gioco, la sua creatività, rafforzando ancora di più la sua personalità.

Libricini morbidi, tappetini, sonaglini, carillon, strumenti musicali, palle di varie dimensioni saranno sparse per tutta la sua cameretta, come in tutta la casa, all’interno di un’allegra e colorata confusione familiare.

Ultimo aggiornamento: 2021-09-25

Quali materiali e quali ditte consigliate

Nelle righe precedenti abbiamo analizzato le fasi dello sviluppo e della crescita attraverso il gioco e i giochi dedicati alle diverse esigenze di ogni età del bambino; è ora il momento della consapevolezza e ricerca dei migliori materiali, non solo rispettosi delle rigide norme che ne regolamentano la produzione e distribuzione, ma che ne tutelino la salute e il rischio di intossicazione.

Ancor prima di analizzare i materiali, alle volte potrete optare per soluzioni casalinghe dovute alla vostra creatività e competenza, magari acquisita nei blog o nei testi relativi alla crescita pedagogica, ricordate sempre le fondamentali regole inerenti alle dimensioni e alla struttura del gioco.

Ogni tipo di gioco dovrà avere una dimensione superiore al cavo orale, essere anche possibilmente composto da un blocco unico evitando che si possano creare delle parti minori inghiottibili inconsciamente dal bambino, un aspetto assolutamente da non sottovalutare al fine di evitare pericolosi soffocamenti.

I materiali, inutile dirlo, ma questa regola vale dalla nascita sino all’età del pieno sviluppo, innanzitutto debbono presentare requisiti di atossicità prevalentemente orientati nei confronti di gomme e plastiche certificate proprio in tali ambiti igienici.

I principali nemici, veramente tossici, ancora oggi contenuti in giocattoli di dubbia provenienza, sono gli ftalati, sostaze che determinano una maggiore plasticità dei giocattoli ma in grado di essere fonte di nocività. Fortunatamente i marchi rivenduti negli appositi centri per l’infanzia sono ben attente alle norme che riguardano soprattutto il divieto d’impiego degli ftalati: per questo è bene rivolgerci a prodotti testai e garantiti.

Almeno per il primo anno di vita evitate il giocattolo in legno se non siete nella piena sicurezza che questo splendido materiale naturale non derivi da alberi trattati chimicamente (l’istinto del bambino sarà progressivamente quello di portare alla bocca il gioco sino alla scomparsa definitiva della fase d’analisi orale nelle sue scoperte multi sensoriali).

Successivamente anche questo tipo di gioco avrà la sua funzione incontrando la vostra approvazione per i molti articoli offerti all’interno di un settore, quello ludico, che grazie ad una recente reinassance del giocattolo in legno ha incontrato il favore di tanti estimatori per quel gusto quasi “vintage” che ricorda il passato. Gioci, per altro, quasi sempre molto formativi e didatticamente stimolanti.

Nel primo anno, ma la regola vale anche successivamente, affidatevi alle migliori ditte consolidate nel mercato attraverso anni di ricerca nell’ambito industriale rivolto all’acquisizione di materiali e forme idonee e testate.

Entrando nello specifico, sono molteplici le aziende specializzate con linee di giocattoli rivolte a segmenti identificabili nelle varie fasce d’età dello sviluppo che vanno dalla nascita sino all’età prescolare.

In quell’arco di tempo oggi da noi analizzato, i primi sei mesi di vita del bambino, sul mercato, soprattutto nei centri specializzati in prodotti per l’infanzia, nelle farmacie o nei supermercati, le aziende certificate trovano la giusta collocazione fornendo prodotti diversificati non solo rivolgendosi alle diverse fasce d’età, ma caratterizzando un’offerta in grado di soddisfare sia i nostri gusti come quelli dei bambini, con giocattoli educativi diversi nelle forme, nelle caratteristiche nelle gamme cromatiche.

Questi brand sono noti a tutti: all’interno dei centri specializzati solitamente incontrate le maggiori ditte relative alla produzione di giochi per l’infanzia: Chicco, Prenatal, Baby Clementoni, Fisher Price, Peradix, sino alle marche cosiddette di “‘nicchia”, forse con il prezzo leggermente più elevato per l’intrinseca propensione alla cura minuziosa del dettaglio.

Tra queste incontriamo Eco & Bio, Stephen Joseph, Nattou e tante altre facilmente identificabili sia sul web che nei centri d’acquisto. Sarà qui il vostro gusto a determinare l’acquisto: ricordate sempre però quella piccola, affettuosa regola iniziale di vedere il gioco con gli occhi del bambino e non solamente appagando il vostro gusto.

Prezzo dei giochi per neonati

Così come è diversificata l’offerta anche il range dei prezzi è variegato e, relativo alle singole marche, al prodotto, quando frutto di un’offerta più o meno industriale, alla categoria d’appartenenza.
Rimanendo all’interno dei giochi trattati in precedenza, tra le palestrine ad arco i prezzi si differenziano all’interno di fasce di prezzo che vanno dai 25 euro sino alle più elaborate e complete dal costo anche di 60 euro

Tra tutti i giochi è forse, al’interno dell’età da noi analizzata, quella dai tre ai sei mesi, il gioco più costoso ma, per tutte le caratteristiche didattiche e multifunzionali offerte al bambino, sicuramente un investimento che darà grande soddisfazioni innanzitutto al vostro cucciolo, di riflesso pure a noi.

I classici sonaglini invece hanno prezzi molto più contenuti, dell’ordine di pochi euro per i modelli più semplici, arrivando al massimo a venticinque nel caso di veri kit completi grazie a diverse forme interne, manici, possibilità di suono, colori. Le piramidi impilabili, anche in questa soluzione incontriamo le più famose e rinomate ditte specializzate, si assestano invece su fasce minime: tra i dieci e i venti euro di spesa troviamo una larga offerta di forme e soluzioni, a volte anche sonore.

La categoria degli strumenti per l’infanzia è invece più articolata, prevedendo differenti prezzi in base agli strumenti.

Nella scelta di quello che reputiamo il primo strumento ideale per gli stimoli sensoriali del bambino, lo xilofono, dolce nei suoni, importante negli stimoli relativi alla presa e al rapporto causa/effetto, il prezzo rimane contenuto all’interno di un range che parte dai dieci euro per gli strumenti più semplici, sino ad un massimo di venti nella possibilità di acquistare uno xilofono di dimensioni più grandi, rivolto ad un bimbo già molto maturo che nei sei mesi compiuti vede il suo limite inferiore d’uso.

Ora è il momento di applicare queste semplici riflessioni condivise: applicatele nel gioco con naturalezza ricordando di seguire il vostro istinto e ascoltare quella sottile voce di mamma che, dal vostro interno, vi suggerisce le migliori condotte applicabili nel bene del vostro bambino.

Ricordate ancora una volta di non sottovalutare la fase del gioco, decisiva per una corretta crescita, indispensabile nella genesi del carattere di un bimbo che, stimolato e accudito nel suo lato più istintivo e didattico, presenterà molti meno problemi in un eventuale inserimento sin dalla tenera età all’interno di una struttura scolastica come un nido per l’infanzia rispetto ad un bimbo che, al contrario, non ha ricevuto le stesse attenzioni e stimoli.

Essere mamma è un lavoro faticoso, partire con il piede giusto spiana la strada verso la felicità e l’orgoglio di avere fornito tutti gli strumenti necessari al vostro bambino, alla vostra bambina, per crescere con personalità, interessi, appagamento psicologico e didattico.

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